Ricerche

Missione

La ricerca storica è una delle attività centrali dell’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta”. Attraverso lo studio delle fonti, la conservazione degli archivi e la valorizzazione del patrimonio documentario, l’Istituto promuove una conoscenza rigorosa e accessibile della storia contemporanea del territorio comasco.

Il lavoro di ricerca nasce dal patrimonio conservato e si sviluppa in dialogo con archivi pubblici, fondi privati, testimonianze e strumenti digitali. L’obiettivo è ricostruire vicende, biografie e fenomeni collettivi, mettendo la storia locale in relazione con i grandi processi della storia nazionale ed europea.

Per l’Istituto, fare ricerca significa interrogare il passato per comprendere meglio il presente, trasformando documenti e memorie in strumenti di conoscenza, educazione civile e consapevolezza democratica.

Studiare il territorio, comprendere la storia contemporanea

La ricerca storica è uno degli strumenti con cui l’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” valorizza il proprio patrimonio documentario e contribuisce alla conoscenza della storia contemporanea del territorio comasco.

Le vicende locali vengono studiate in relazione ai grandi processi della storia nazionale ed europea, con attenzione alle trasformazioni politiche, sociali, economiche e culturali che hanno segnato il Novecento. Attraverso archivi, fondi documentari, testimonianze, pubblicazioni e strumenti digitali, l’Istituto ricostruisce eventi, luoghi, biografie e fenomeni collettivi, restituendo valore anche a storie meno conosciute o rimaste ai margini della narrazione pubblica.

I principali ambiti di studio

Le attività di ricerca si concentrano sui temi centrali della storia contemporanea e della memoria democratica: antifascismo, Resistenza, deportazione, internamento, movimento operaio e sindacale, cooperazione, partiti politici, enti locali, storia sociale del territorio e rapporti di solidarietà tra i popoli.

Accanto a questi filoni, l’Istituto promuove approfondimenti su esperienze specifiche, come le vicende degli esuli giuliano-dalmati arrivati nel Comasco, i luoghi di internamento per civili, la storia della cooperazione, le esperienze dei partigiani comaschi e lecchesi anche fuori dal territorio locale, e la raccolta di fonti orali legate ai movimenti sociali e culturali del secondo Novecento.

Questi percorsi permettono di leggere la storia da prospettive diverse — politica, sociale, biografica, territoriale e memoriale — mettendo in relazione persone, documenti, luoghi e contesti.

Fonti, archivi e strumenti digitali

La ricerca si fonda sullo studio delle fonti: documenti cartacei, archivi privati, fondi istituzionali, fotografie, testimonianze, pubblicazioni, materiali didattici e documenti digitalizzati.

Ogni fonte viene ordinata, interpretata e inserita nel proprio contesto, così da trasformarsi in uno strumento di conoscenza. In questa prospettiva, l’Istituto lavora anche alla realizzazione di banche dati e strumenti consultabili, pensati per ampliare l’accesso al patrimonio conservato e favorire nuove possibilità di indagine.

La digitalizzazione non sostituisce il lavoro archivistico, ma lo rafforza: facilita la consultazione, permette di incrociare informazioni e offre a studiosi, insegnanti, studenti e cittadini nuovi punti di ingresso nella storia del territorio.

Una ricerca aperta alla comunità

L’attività di ricerca dell’Istituto non si rivolge soltanto agli specialisti. Materiali, percorsi e strumenti di approfondimento sono pensati anche per scuole, enti culturali, associazioni e cittadini interessati a conoscere meglio la storia contemporanea comasca.

Attraverso pubblicazioni, incontri, progetti didattici, raccolte di testimonianze e collaborazioni con archivi e istituzioni culturali, la ricerca diventa una pratica pubblica: non solo conservazione del passato, ma costruzione di conoscenza condivisa.

Per l’Istituto, studiare la storia significa trasformare il patrimonio conservato in uno strumento vivo di educazione civile e consapevolezza democratica, capace di aiutare le nuove generazioni a comprendere il presente attraverso la memoria del territorio.

Le ricerche in dettaglio

Ricerca sugli esuli giuliano – dalmati giunti a Como
Proseguono a cura di Marinella Fasani, in collaborazione con Giulio Otto, le ricerche sugli esuli giuliano- dalmati arrivati e stabilitisi nella provincia di Como, attraverso la consultazione dei fondi conservati all’Archivio di Stato di Como, all’Archivio Comunale di Como e all’Ufficio Anagrafe dello stesso comune e di molti altri comuni della provincia. Una prima parte della ricerca è stata pubblicata nel febbraio 2018 (Noi andavamo fora).

Ricerca sui luoghi di internamento per civili <<indesiderabili>> negli anni 1943 – 1945 (in corso)
E’ in corso una ricerca sui luoghi di internamento per civili <<indesiderabili>> negli anni 1943-1945 ad opera di Marinella Fasani e Giulio Otto.

Ricerca sulla prima cooperativa di consumo di Como
La ricerca sulla Cooperativa di consumo degli operi di Como (fondata nel 1865) è terminata. E’ in corso di definizione una pubblicazione in merito a cura di Patrizia Di Giuseppe  e Guido Castelli, con la collaborazione di Anna Citro.

Ricerca sulla figura di Giusto Perretta
E’ in corso una ricerca sulla figura di Giusto Perretta come uomo, cooperatore, politico e fondatore dell’Istituto di Storia Contemporanea “P.A. Perretta” già Istituto di Storia per il movimento di liberazione a Como. Il 27 aprile 2018 è stato organizzato dall’Istituto e dal Comune di Como un convegno sulla sua figura in Biblioteca. E’ in corso di definizione una pubblicazione in merito.

Ricerca sulla Resistenza dimenticata: i soldati partigiani in Jugoslavia. I soldati partigiani della provincie di Como e Lecco.
La ricerca, a  cura di Lauretta Minoretti, vuole riscoprire le figure dei partigiani di Como e Lecco che hanno combattuto in Jugoslavia. E’ in corso di definizione una pubblicazione in merito.

Ricerca sul ’68
L’Istituto  aderisce all’iniziativa, promossa e coordinata dall’Istituto nazionale “Ferruccio Parri” di Milano, che si pone come obiettivo una raccolta di fonti orali (audio o video interviste) sul ’68 ad uso di ricerca, al fine di realizzare un archivio digitale. Tra i soggetti da intervistare: gli studenti medi di provincia (là dove non c’erano sedi universitarie), gli studenti universitari in città universitarie; e infine, una rappresentatività di genere e sociale, persone con differenti formazioni culturali, ideologiche, religiose ecc. Con il materiale raccolto si realizzerà un documentario in cui troveranno spazio anche i  documenti cartacei conservati nell’Archivio dell’Istituto.