Chi siamo

Un istituto di ricerca e memoria storica al servizio del territorio comasco

La nascita dell’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” è legata alla figura di Giusto Perretta, che ne promosse la fondazione nel 1977 e ne accompagnò per molti anni lo sviluppo.

La sua storia personale attraversa il Novecento e le sue fratture: la guerra, la prigionia, la violenza fascista e nazista che colpì duramente la sua famiglia. Il padre, Pier Amato Perretta, avvocato antifascista e figura della Resistenza, morì nel 1944 in seguito a un agguato nazifascista. Da questa memoria familiare nacque in Giusto Perretta un impegno civile profondo: conservare le tracce della storia, sottrarle alla dispersione e renderle patrimonio condiviso.

Nel secondo dopoguerra fu attivo nella vita pubblica comasca, nella cooperazione, nell’associazionismo antifascista e nella ricerca storica. Attorno al suo lavoro di raccolta e valorizzazione di documenti, testimonianze e materiali sulla Resistenza prese forma l’idea di un luogo stabile dedicato alla memoria e allo studio della storia contemporanea del territorio.

Il 29 ottobre 1977 nacque così l’allora Istituto comasco per la storia del movimento di liberazione, fondato insieme a un gruppo di persone unite dalla volontà di custodire la memoria della Resistenza e dei valori democratici nati dalla Liberazione.

Giusto Perretta fu direttore dell’Istituto fino al 1994 e poi presidente, contribuendo a farne un punto di riferimento per studiosi, scuole e cittadini. La sua eredità vive ancora oggi nel lavoro dell’Istituto: conservare le fonti, promuovere la ricerca, trasmettere memoria e offrire strumenti per comprendere il passato e leggere il presente.

La Nostra Storia

L’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” venne costituito a Como il 29 ottobre 1977 grazie all’iniziativa di Giusto Perretta. Attorno al suo progetto si riunì un gruppo di persone di diversa appartenenza politica, accomunate dal legame con le vicende della Resistenza comasca e dalla volontà di conservarne e studiarne la memoria. Nacque così l’“Istituto comasco per la storia del movimento di liberazione”, inizialmente dedicato alla raccolta delle testimonianze sull’antifascismo e sulla lotta di Liberazione nel territorio.

Fin dalla sua fondazione, l’associazione aderì alla rete dell’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia, fondato nel 1949 da Ferruccio Parri, già presidente del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia durante la Resistenza. Tra gli anni Sessanta e Settanta questa rete vide nascere in tutto il Paese circa sessanta istituti territoriali. Nel 2017 l’Istituto nazionale ha assunto la denominazione di Istituto Nazionale Ferruccio Parri, al quale l’Istituto comasco è tuttora associato.

Grazie all’interessamento dell’allora sindaco di Como, Antonio Spallino, l’Istituto ottenne una prima sede in via XX Settembre. La crescita del patrimonio documentario rese però presto quegli spazi insufficienti, portando al trasferimento nell’attuale sede di via Brambilla.

Nel corso degli anni, la vocazione originaria dell’Istituto si è progressivamente ampliata. La memoria della Resistenza, dell’antifascismo, della deportazione e dell’internamento continua a rappresentare un nucleo fondamentale della sua identità, inserito però in un orizzonte di ricerca più vasto, dedicato alla storia comasca dall’Unità d’Italia e ai suoi aspetti sociali, politici, economici e culturali. Particolare attenzione è rivolta anche alla cooperazione, al movimento sindacale, ai partiti politici, agli enti locali, alle forze economiche e produttive e ai rapporti di solidarietà tra i popoli.

Come stabilisce l’articolo 1 dello Statuto, l’associazione opera senza scopo di lucro e persegue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale attraverso attività di interesse generale. Suo compito è garantire una documentazione il più possibile completa, ordinata e accessibile sulla storia contemporanea del territorio comasco, collocandola nel più ampio quadro della storia nazionale e internazionale.

Nel tempo l’Istituto è diventato un punto di riferimento per la ricerca storica locale, raccogliendo e custodendo fondi archivistici, documenti, fotografie, testimonianze, pubblicazioni e altri materiali capaci di raccontare le trasformazioni politiche, sociali, economiche e culturali di Como e della sua provincia. Questo patrimonio permette di ricostruire non soltanto le vicende della guerra e della Resistenza, ma anche la storia del lavoro, della cittadinanza, dei diritti, della partecipazione democratica e della vita civile nel secondo dopoguerra.

Accanto alla conservazione e alla ricerca, l’Istituto svolge un’attività costante di divulgazione e valorizzazione. Attraverso studi, pubblicazioni, incontri, mostre, percorsi didattici e collaborazioni con scuole, enti e associazioni, rende il proprio patrimonio accessibile a studiosi, insegnanti, studenti, cittadini e cittadine. La storia non viene quindi considerata soltanto come una materia da custodire, ma come uno strumento per comprendere il presente, interrogare il territorio e rafforzare la consapevolezza civile.

Oggi l’Istituto continua a svolgere una funzione culturale e pubblica essenziale: raccoglie le tracce del passato, le ordina, le studia e le restituisce alla comunità. La sua storia è quella di un luogo nato dalla memoria e cresciuto attraverso la ricerca, capace di unire rigore documentario e impegno civile, conservazione e trasmissione, studio storico e responsabilità verso le nuove generazioni.

Organizzazione dell’Istituto

Presidente

Minoretti Lauretta

Direttore

Cairoli Roberta

Tesoriere

Caruana Giuseppe

Consiglio Direttivo

Cairoli Roberta
Calzati Beppe
Cani Fabio
Ceccoli Paolo

Galante Carlo
Maietta Rosaria
Merazzi Valter

Minoretti Lauretta
Perretta Daniele
Scomazzon Francesco
Tettamanti Renato

Trasparenza

Qui di seguito vengono riportate le informazioni importanti relative all’Istituto.
Il contenuto è diviso in cartelle, una per anno.

Elenco contributi pubblici ricevuti nel 2022

Elenco contributi pubblici ricevuti nel 2023